Mercoledì 8 maggio 2019, a Riccione pressi l'hotel Nautico, si è svolta la premiazione dei migliori tre poster

1° Classificato con il poster dal titolo

Cateteri Venosi Centrali: 11 anni di monitoraggio.
Marco Del Pin - Palmanova (UD)

Abstrac

 

2° classificato con il poster dal titolo:

La percezione del paziente verso la macchina per emodialisi: migliorare la compliance al trattamento
Emiliana Scarpo - (Bracciano, RM)

 

3° classificato con il poster dal titolo:

Le ferite difficili in dialisi: valutare gli esiti per valorizzare le competenze
Filippo Ricci - (Rimini)

 

LEGGE 8 marzo 2017, n. 24

Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche' in materia di responsabilita' professionale degli esercenti le professioni sanitarie. (17G00041)
(GU n.64 del 17-3-2017)

Vigente al: 1-4-2017 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

Sicurezza delle cure in sanità

  1. La sicurezza delle cure e' parte costitutiva del diritto alla salute ed e' perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività.
  2. La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l'insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e l'utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative.
  3. Alle attività di prevenzione del rischio messe in atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, è tenuto a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale.

Art. 2

Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico regionale o provinciale e istituzione dei Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente.

  1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono affidare all'ufficio del Difensore civico la funzione di garante per il diritto alla salute e disciplinarne la struttura organizzativa e il supporto tecnico.
  2. Il Difensore civico, nella sua funzione di garante per il diritto alla salute, può essere adito gratuitamente da ciascun soggetto destinatario di prestazioni sanitarie, direttamente o mediante un proprio delegato, per la segnalazione di disfunzioni del sistema dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria.
  3. Il Difensore civico acquisisce, anche digitalmente, gli atti relativi alla segnalazione pervenuta e, qualora abbia verificato la fondatezza della segnalazione, interviene a tutela del diritto leso con i poteri e le modalità stabiliti dalla legislazione regionale.
  4. In ogni regione è istituito, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, che raccoglie dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi ed eventi avversi e sul contenzioso e li trasmette annualmente, mediante procedura telematica unificata a livello nazionale, all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, di cui all'articolo 3.
  5. All'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: «d-bis) predisposizione di una relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi verificatisi all'interno della struttura, sulle cause che hanno prodotto l'evento avverso e sulle conseguenti iniziative messe in atto. Detta relazione e' pubblicata nel sito internet della struttura sanitaria».

Art. 3

Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità

  1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e' istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), l'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanita', di seguito denominato «Osservatorio».
  2. L'Osservatorio acquisisce dai Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, di cui all'articolo 2, i dati regionali relativi ai rischi ed eventi avversi nonchè alle cause, all'entità, alla frequenza e all'onere finanziario del contenzioso e, anche mediante la predisposizione, con l'ausilio delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie di cui all'articolo 5, di linee di indirizzo, individua idonee misure per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario e il monitoraggio delle buone pratiche per la sicurezza delle cure nonchè per la formazione e l'aggiornamento del personale esercente le professioni sanitarie.
  3. Il Ministro della salute trasmette annualmente alle Camere una relazione sull'attività svolta dall'Osservatorio.
  4. L'Osservatorio, nell'esercizio delle sue funzioni, si avvale anche del Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità (SIMES), istituito con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 11 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2010.

Art 4

Trasparenza dei dati

  1. Le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private sono soggette all'obbligo di trasparenza, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
  2. La direzione sanitaria della struttura pubblica o privata, entro sette giorni dalla presentazione della richiesta da parte degli interessati aventi diritto, in conformita' alla disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi e a quanto previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, fornisce la documentazione sanitaria disponibile relativa al paziente, preferibilmente in formato elettronico; le eventuali integrazioni sono fornite, in ogni caso, entro il termine massimo di trenta giorni dalla presentazione della suddetta richiesta. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture sanitarie pubbliche e private adeguano i regolamenti interni adottati in attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, alle disposizioni del presente comma.
  3. Le strutture sanitarie pubbliche e private rendono disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell'ultimo quinquennio, verificati nell'ambito dell'esercizio della funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk management) di cui all'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dagli articoli 2 e 16 della presente legge.
  4. All'articolo 37 del regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: «2-bis. I familiari o gli altri aventi titolo del deceduto possono concordare con il direttore sanitario o sociosanitario l'esecuzione del riscontro diagnostico, sia nel caso di decesso ospedaliero che in altro luogo, e possono disporre la presenza di un medico di loro fiducia».

Art. 5

Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida

  1. Gli esercenti le professioni sanitarie, nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da aggiornare con cadenza biennale. In mancanza delle suddette raccomandazioni, gli esercenti le professioni sanitarie si attengono alle buone pratiche clinico-assistenziali.
  2. Nel regolamentare l'iscrizione in apposito elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche di cui al comma 1, il decreto del Ministro della salute stabilisce:
    1. i requisiti minimi di rappresentatività sul territorio nazionale;
    2. la costituzione mediante atto pubblico e le garanzie da prevedere nello statuto in riferimento al libero accesso dei professionisti aventi titolo e alla loro partecipazione alle decisioni, all'autonomia e all'indipendenza, all'assenza di scopo di lucro, alla pubblicazione nel sito istituzionale dei bilanci preventivi, dei consuntivi e degli incarichi retribuiti, alla dichiarazione e regolazione dei conflitti di interesse e all'individuazione di sistemi di verifica e controllo della qualità della produzione tecnico-scientifica;
    3. le procedure di iscrizione all'elenco nonché le verifiche sul mantenimento dei requisiti e le modalità di sospensione o cancellazione dallo stesso.
  3. Le linee guida e gli aggiornamenti delle stesse elaborati dai soggetti di cui al comma 1 sono integrati nel Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), il quale e' disciplinato nei compiti e nelle funzioni con decreto del Ministro della salute, da emanare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con la procedura di cui all'articolo 1, comma 28, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'Istituto superiore di sanità pubblica nel proprio sito internet le linee guida e gli aggiornamenti delle stesse indicati dal SNLG, previa verifica della conformità della metodologia adottata a standard definiti e resi pubblici dallo stesso Istituto, nonché della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle raccomandazioni.
  4. Le attività di cui al comma 3 sono svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 6

Responsabilità penale dell'esercente la professione sanitaria

  1. Dopo l'articolo 590-quinquies del codice penale e' inserito il seguente:
    • «Art. 590-sexies (Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario). - Se i fatti di cui agli articoli 589 e 590 sono commessi nell'esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene ivi previste salvo quanto disposto dal secondo comma.
    • Qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità e' esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto».
  2. All'articolo 3 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il comma 1 è abrogato.

Art. 7

Responsabilità civile della struttura e dell'esercente la professione sanitaria

  1. La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata che, nell'adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell'opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e ancorché non dipendenti della struttura stessa, risponde, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, delle loro condotte dolose o colpose.
  2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ovvero nell'ambito di attività di sperimentazione e di ricerca clinica ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale nonché attraverso la telemedicina.
  3. L'esercente la professione sanitaria di cui ai commi 1 e 2 risponde del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, salvo che abbia agito nell'adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente. Il giudice, nella determinazione del risarcimento del danno, tiene conto della condotta dell'esercente la professione sanitaria ai sensi dell'articolo 5 della presente legge e dell'articolo 590-sexies del codice penale, introdotto dall'articolo 6 della presente legge. 4. Il danno conseguente all'attività della struttura sanitaria o sociosanitaria, pubblica o privata, e dell'esercente la professione sanitaria e' risarcito sulla base delle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, integrate, ove necessario, con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti alle attività di cui al presente articolo. 5. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme imperative ai sensi del codice civile.

Art. 8

Tentativo obbligatorio di conciliazione

  1. Chi intende esercitare un'azione innanzi al giudice civile relativa a una controversia di risarcimento del danno derivante da responsabilità sanitaria è tenuto preliminarmente a proporre ricorso ai sensi dell'articolo 696-bis del codice di procedura civile dinanzi al giudice competente.
  2. La presentazione del ricorso di cui al comma 1 costituisce condizione di procedibilità della domanda di risarcimento. E' fatta salva la possibilità di esperire in alternativa il procedimento di mediazione ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. In tali casi non trova invece applicazione l'articolo 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice, ove rilevi che il procedimento di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile non e' stato espletato ovvero che e' iniziato ma non si e' concluso, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dinanzi a se' dell'istanza di consulenza tecnica in via preventiva ovvero di completamento del procedimento.
  3. Ove la conciliazione non riesca o il procedimento non si concluda entro il termine perentorio di sei mesi dal deposito del ricorso, la domanda diviene procedibile e gli effetti della domanda sono salvi se, entro novanta giorni dal deposito della relazione o dalla scadenza del termine perentorio, è depositato, presso il giudice che ha trattato il procedimento di cui al comma 1, il ricorso di cui all'articolo 702-bis del codice di procedura civile. In tal caso il giudice fissa l'udienza di comparizione delle parti; si applicano gli articoli 702-bis e seguenti del codice di procedura civile.
  4. La partecipazione al procedimento di consulenza tecnica preventiva di cui al presente articolo, effettuato secondo il disposto dell'articolo 15 della presente legge, e' obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione di cui all'articolo 10, che hanno l'obbligo di formulare l'offerta di risarcimento del danno ovvero comunicare i motivi per cui ritengono di non formularla. In caso di sentenza a favore del danneggiato, quando l'impresa di assicurazione non ha formulato l'offerta di risarcimento nell'ambito del procedimento di consulenza tecnica preventiva di cui ai commi precedenti, il giudice trasmette copia della sentenza all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) per gli adempimenti di propria competenza. In caso di mancata partecipazione, il giudice, con il provvedimento che definisce il giudizio, condanna le parti che non hanno partecipato al pagamento delle spese di consulenza e di lite, indipendentemente dall'esito del giudizio, oltre che ad una pena pecuniaria, determinata equitativamente, in favore della parte che e' comparsa alla conciliazione.

Art. 9

Azione di rivalsa o di responsabilità amministrativa

  1. L'azione di rivalsa nei confronti dell'esercente la professione sanitaria può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave.
  2. Se l'esercente la professione sanitaria non e' stato parte del giudizio o della procedura stragiudiziale di risarcimento del danno, l'azione di rivalsa nei suoi confronti può essere esercitata soltanto successivamente al risarcimento avvenuto sulla base di titolo giudiziale o stragiudiziale ed e' esercitata, a pena di decadenza, entro un anno dall'avvenuto pagamento.
  3. La decisione pronunciata nel giudizio promosso contro la struttura sanitaria o sociosanitaria o contro l'impresa di assicurazione non fa stato nel giudizio di rivalsa se l'esercente la professione sanitaria non e' stato parte del giudizio.
  4. In nessun caso la transazione e' opponibile all'esercente la professione sanitaria nel giudizio di rivalsa.
  5. In caso di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica, ai sensi dei commi 1 e 2 dell'articolo 7, o dell'esercente la professione sanitaria, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 7, l'azione di responsabilità amministrativa, per dolo o colpa grave, nei confronti dell'esercente la professione sanitaria e' esercitata dal pubblico ministero presso la Corte dei conti. Ai fini della quantificazione del danno, fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 1-bis, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e dall'articolo 52, secondo comma, del testo unico di cui al regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, si tiene conto delle situazioni di fatto di particolare difficoltà, anche di natura organizzativa, della struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica, in cui l'esercente la professione sanitaria ha operato. L'importo della condanna per la responsabilità amministrativa e della surrogazione di cui all'articolo 1916, primo comma, del codice civile, per singolo evento, in caso di colpa grave, non può superare una somma pari al valore maggiore della retribuzione lorda o del corrispettivo convenzionale conseguiti nell'anno di inizio della condotta causa dell'evento o nell'anno immediatamente precedente o successivo, moltiplicato per il triplo. Per i tre anni successivi al passaggio in giudicato della decisione di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato, l'esercente la professione sanitaria, nell'ambito delle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche, non può essere preposto ad incarichi professionali superiori rispetto a quelli ricoperti e il giudicato costituisce oggetto di specifica valutazione da parte dei commissari nei pubblici concorsi per incarichi superiori.
  6. In caso di accoglimento della domanda proposta dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria privata o nei confronti dell'impresa di assicurazione titolare di polizza con la medesima struttura, la misura della rivalsa e quella della surrogazione richiesta dall'impresa di assicurazione, ai sensi dell'articolo 1916, primo comma, del codice civile, per singolo evento, in caso di colpa grave, non possono superare una somma pari al valore maggiore del reddito professionale, ivi compresa la retribuzione lorda, conseguito nell'anno di inizio della condotta causa dell'evento o nell'anno immediatamente precedente o successivo, moltiplicato per il triplo. Il limite alla misura della rivalsa, di cui al periodo precedente, non si applica nei confronti degli esercenti la professione sanitaria di cui all'articolo 10, comma 2.
  7. Nel giudizio di rivalsa e in quello di responsabilità amministrativa il giudice può desumere argomenti di prova dalle prove assunte nel giudizio instaurato dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria o dell'impresa di assicurazione se l'esercente la professione sanitaria ne e' stato parte.

Art. 10

Obbligo di assicurazione

  1. Le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private devono essere provviste di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera, ai sensi dell'articolo 27, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, anche per danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante presso le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private, compresi coloro che svolgono attività di formazione, aggiornamento nonché di sperimentazione e di ricerca clinica. La disposizione del primo periodo si applica anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale nonché attraverso la telemedicina. Le strutture di cui al primo periodo stipulano, altresi, polizze assicurative o adottano altre analoghe misure per la copertura della responsabilità civile verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie anche ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 7, fermo restando quanto previsto dall'articolo 9. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano in relazione agli esercenti la professione sanitaria di cui al comma 2.
  2. Per l'esercente la professione sanitaria che svolga la propria attività al di fuori di una delle strutture di cui al comma 1 del presente articolo o che presti la sua opera all'interno della stessa in regime libero-professionale ovvero che si avvalga della stessa nell'adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta con il paziente ai sensi dell'articolo 7, comma 3, resta fermo l'obbligo di cui all'articolo 3, comma 5, lettera e), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, all'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, e all'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189.
  3. Al fine di garantire efficacia alle azioni di cui all'articolo 9 e all'articolo 12, comma 3, ciascun esercente la professione sanitaria operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un'adeguata polizza di assicurazione per colpa grave.
  4. Le strutture di cui al comma 1 rendono nota, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, la denominazione dell'impresa che presta la copertura assicurativa della responsabilità civile verso i terzi e verso i prestatori d'opera di cui al comma 1, indicando per esteso i contratti, le clausole assicurative ovvero le altre analoghe misure che determinano la copertura assicurativa.
  5. Con decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, definisce i criteri e le modalità per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo esercitate dall'IVASS sulle imprese di assicurazione che intendano stipulare polizze con le strutture di cui al comma 1 e con gli esercenti la professione sanitaria.
  6. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentiti l'IVASS, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), le Associazioni nazionali rappresentative delle strutture private che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie professionali interessate, nonché le associazioni di tutela dei cittadini e dei pazienti, sono determinati i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni sanitarie, prevedendo l'individuazione di classi di rischio a cui far corrispondere massimali differenziati. Il medesimo decreto stabilisce i requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali di operatività delle altre analoghe misure, anche di assunzione diretta del rischio, richiamate dal comma 1; disciplina altresì le regole per il trasferimento del rischio nel caso di subentro contrattuale di un'impresa di assicurazione nonché la previsione nel bilancio delle strutture di un fondo rischi e di un fondo costituito dalla messa a riserva per competenza dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati. A tali fondi si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67.
  7. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare, di concerto con il Ministro della salute e sentito l'IVASS, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i dati relativi alle polizze di assicurazione stipulate ai sensi dei commi 1 e 2, e alle altre analoghe misure adottate ai sensi dei commi 1 e 6 e sono stabiliti, altresì, le modalità e i termini per la comunicazione di tali dati da parte delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e degli esercenti le professioni sanitarie all'Osservatorio. Il medesimo decreto stabilisce le modalità e i termini per l'accesso a tali dati.

Art. 11

Estensione della garanzia assicurativa

  1. La garanzia assicurativa deve prevedere una operatività temporale anche per gli eventi accaduti nei dieci anni antecedenti la conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati all'impresa di assicurazione durante la vigenza temporale della polizza. In caso di cessazione definitiva dell'attività professionale per qualsiasi causa deve essere previsto un periodo di ultra attività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di efficacia della polizza, incluso il periodo di retroattività della copertura. L'ultra attività è estesa agli eredi e non e' assoggettabile alla clausola di disdetta.

Art. 12

Azione diretta del soggetto danneggiato

  1. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 8, il soggetto danneggiato ha diritto di agire direttamente, entro i limiti delle somme per le quali e' stato stipulato il contratto di assicurazione, nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa alle strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private di cui al comma 1 dell'articolo 10 e all'esercente la professione sanitaria di cui al comma 2 del medesimo articolo 10.
  2. Non sono opponibili al danneggiato, per l'intero massimale di polizza, eccezioni derivanti dal contratto diverse da quelle stabilite dal decreto di cui all'articolo 10, comma 6, che definisce i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni sanitarie di cui all'articolo 10, comma 2.
  3. L'impresa di assicurazione ha diritto di rivalsa verso l'assicurato nel rispetto dei requisiti minimi, non derogabili contrattualmente, stabiliti dal decreto di cui all'articolo 10, comma 6.
  4. Nel giudizio promosso contro l'impresa di assicurazione della struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata a norma del comma 1 è litisconsorte necessario la struttura medesima; nel giudizio promosso contro l'impresa di assicurazione dell'esercente la professione sanitaria a norma del comma 1 è litisconsorte necessario l'esercente la professione sanitaria. L'impresa di assicurazione, l'esercente la professione sanitaria e il danneggiato hanno diritto di accesso alla documentazione della struttura relativa ai fatti dedotti in ogni fase della trattazione del sinistro.
  5. L'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione è soggetta al termine di prescrizione pari a quello dell'azione verso la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata o l'esercente la professione sanitaria.
  6. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 6 dell'articolo 10 con il quale sono determinati i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie e per gli esercenti le professioni sanitarie.

Art. 13

Obbligo di comunicazione all'esercente la professione sanitaria del giudizio basato sulla sua responsabilità

  1. Le strutture sanitarie e sociosanitarie di cui all'articolo 7, comma 1, e le imprese di assicurazione che prestano la copertura assicurativa nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 10, commi 1 e 2, comunicano all'esercente la professione sanitaria l'instaurazione del giudizio promosso nei loro confronti dal danneggiato, entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell'atto introduttivo, mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata con avviso di ricevimento contenente copia dell'atto introduttivo del giudizio. Le strutture sanitarie e sociosanitarie e le imprese di assicurazione entro dieci giorni comunicano all'esercente la professione sanitaria, mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'avvio di trattative stragiudiziali con il danneggiato, con invito a prendervi parte. L'omissione, la tardività o l'incompletezza delle comunicazioni di cui al presente comma preclude l'ammissibilità delle azioni di rivalsa o di responsabilità amministrativa di cui all'articolo 9.

Art. 14

Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria

  1. E' istituito, nello stato di previsione del Ministero della salute, il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria. Il Fondo di garanzia e' alimentato dal versamento di un contributo annuale dovuto dalle imprese autorizzate all'esercizio delle assicurazioni per la responsabilità civile per i danni causati da responsabilità sanitaria. A tal fine il predetto contributo e' versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo di garanzia. Il Ministero della salute con apposita convenzione affida alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) Spa la gestione delle risorse del Fondo di garanzia.
  2. Con regolamento adottato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro e dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e le rappresentanze delle imprese di assicurazione, sono definiti:
    1. la misura del contributo dovuto dalle imprese autorizzate all'esercizio delle assicurazioni per la responsabilita' civile per i danni causati da responsabilità sanitaria;
    2. le modalità di versamento del contributo di cui alla lettera a);
    3. i principi cui dovrà uniformarsi la convenzione tra il Ministero della salute e la CONSAP Spa;
    4. le modalità di intervento, il funzionamento e il regresso del Fondo di garanzia nei confronti del responsabile del sinistro.
  3. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1 concorre al risarcimento del danno nei limiti delle effettive disponibilità finanziarie.
  4. La misura del contributo di cui al comma 2, lettera a), e' aggiornata annualmente con apposito decreto del Ministro della salute, da adottare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione alle effettive esigenze della gestione del Fondo di garanzia.
  5. Ai fini della rideterminazione del contributo di cui al comma 2, lettera a), la CONSAP Spa trasmette ogni anno al Ministero della salute e al Ministero dello sviluppo economico un rendiconto della gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 1, riferito all'anno precedente, secondo le disposizioni stabilite dal regolamento di cui al comma 2.
  6. Gli oneri per l'istruttoria e la gestione delle richieste di risarcimento sono posti a carico del Fondo di garanzia di cui al comma 1.
  7. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1 risarcisce i danni cagionati da responsabilità sanitaria nei seguenti casi:
    1. qualora il danno sia di importo eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero dall'esercente la professione sanitaria ai sensi del decreto di cui all'articolo 10, comma 6;
    2. qualora la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero l'esercente la professione sanitaria risultino assicurati presso un'impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di insolvenza o di liquidazione coatta amministrativa o vi venga posta successivamente;
    3. qualora la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero l'esercente la professione sanitaria siano sprovvisti di copertura assicurativa per recesso unilaterale dell'impresa assicuratrice ovvero per la sopravvenuta inesistenza o cancellazione dall'albo dell'impresa assicuratrice stessa.
  8. Il decreto di cui all'articolo 10, comma 6, prevede che il massimale minimo sia rideterminato in relazione all'andamento del Fondo per le ipotesi di cui alla lettera a) del comma 7 del presente articolo. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai sinistri denunciati per la prima volta dopo la data di entrata in vigore della presente legge. 10. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 15

Nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria

  1. Nei procedimenti civili e nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'autorità giudiziaria affida l'espletamento della consulenza tecnica e della perizia a un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti nella disciplina che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento, avendo cura che i soggetti da nominare, scelti tra gli iscritti negli albi di cui ai commi 2 e 3, non siano in posizione di conflitto di interessi nello specifico procedimento o in altri connessi e che i consulenti tecnici d'ufficio da nominare nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 8, comma 1, siano in possesso di adeguate e comprovate competenze nell'ambito della conciliazione acquisite anche mediante specifici percorsi formativi.
  2. Negli albi dei consulenti di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e dei periti di cui all'articolo 67 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, devono essere indicate e documentate le specializzazioni degli iscritti esperti in medicina. In sede di revisione degli albi e' indicata, relativamente a ciascuno degli esperti di cui al periodo precedente, l'esperienza professionale maturata, con particolare riferimento al numero e alla tipologia degli incarichi conferiti e di quelli revocati.
  3. Gli albi dei consulenti di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e gli albi dei periti di cui all'articolo 67 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, devono essere aggiornati con cadenza almeno quinquennale, al fine di garantire, oltre a quella medico-legale, un'idonea e adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite a tutte le professioni sanitarie, tra i quali scegliere per la nomina tenendo conto della disciplina interessata nel procedimento.
  4. Nei casi di cui al comma 1, l'incarico e' conferito al collegio e, nella determinazione del compenso globale, non si applica l'aumento del 40 per cento per ciascuno degli altri componenti del collegio previsto dall'articolo 53 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

Art. 16

Modifiche alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, in materia di responsabilità professionale del personale sanitario

  1. All'articolo 1, comma 539, lettera a), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «I verbali e gli atti conseguenti all'attività di gestione del rischio clinico non possono essere acquisiti o utilizzati nell'ambito di procedimenti giudiziari».
  2. All'articolo 1, comma 540, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole da: «ovvero» fino alla fine del comma sono sostituite  dalle seguenti: «, in medicina legale ovvero da personale dipendente con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore».

Art. 17

Clausola di salvaguardia

  1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 18

Clausola di invarianza finanziaria

  1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 8 marzo 2017
MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

F-RENI-AMO

Sabato 20 ottobre si è svolto a Pollenzo (cuneo) presso   l’Università di Scienze Gastronomiche, la presentazione ufficiale del progetto F-RENI-AMO  nato da un’idea di Piera Rossetto Casel,  ROR (Referente Operativo Regionale) SIAN. L’idea è maturata con il convegno regionale  del 2016, regionale dell’allora Fil Italiana EDTNA/ERCA. In questi due anni  Piera ha costruito una rete operativa  con l’Istiituto  Change di Torino,  con l’ AMMI (’Ass. Multietnica de  Mediatori Interculturali), con la SIMGE (società Italiana Medici di Medicina Generale), con l’ANDID (Ass naz Dietiste), con l’istituto di  Medicina delle Migrazioni, la Facoltà di  Antropologia dell’Università di Torino. La sinergia che si è creata ha  potuto ottenere i contributi della Fondazione CRT , dall’azienda FLAVIS ed infine, ma non meno importante, la collaborazione dell’Università del Gusto di Pollenzo, per la ricerca gastronomica. Obiettivo: rallentare la MRC, allontanare la dialisi, migliorare la via. Sono stati creati strumenti formativi divulgare maggiore consapevolezza del ruolo del cibo nella progressione/regressione della MRC. Cibo come portatore di salute, cibo come legame culturale con la terra propria e quella di origine, cibo come piacere della vita. I partecipanti al corso di Pollenzo hanno potuto accedere ad un laboratorio gastronomico per la preparazione di piatti idonei alla MRC, inoltro potranno accedere a materiale formativo ed un FAD per il valore di 10 crediti ECM. Visto l’aumentare dei  pazienti stranieri affetti da MRC, il progetto prevede  in un prossimo futuro la formazione,  di Mediatori  Culturali in grado di collaborare con gli infermieri  nei ambulatori di  nefrologia pre-dialisi e dialisi, per migliorare l’adesione ai trattamenti ed alle indicazioni cliniche. La terza parte del progetto riguarderà la msa in rete, con la creazione di “app” specifiche, in lingue diverse, per spiegare come rallentare la MRC attraverso l’uso appropriato di alimenti e loro preparazione. Il progetto è ambizioso, complesso, foriero  per la nostra SIAN di nuove sinergie e nuovi approcci alla progettualità di gruppo. Il format può essere ripreso e ripetuto in altri contesti. Gli interessati possono prendere contatti con Piera Rossetto Casel – SIAN Piemonte - . Brava Piera !!!

 

 

Statuto dell’Associazione tecnico-scientifica
SIAN-Italia
Società Infermieri di Area Nefrologica
già Filiale Italiana EDTNA/ERCA

 

 

  1. Denominazione

- 1.  Con l’approvazione del presente Statuto, l’Associazione, prima nominata “Filiale Italiana EDTNA/ERCA” assumerà la nuova denominazione “SIAN”, Società Infermieri di Area Nefrologica (nel prosieguo anche “Associazione”), la quale agirà autonomamente e con pieni poteri decisionali, sempre nel rispetto dell’Atto Costitutivo dell’Associazione EDTNA/ERCA (European Dialysis and Trasplant Nurses Association - European Renal Care Association), come deciso dal relativo Comitato Direttivo EDTNA/ERCA Pilatusstrasse 35, CH-6003 Lucerne, Switzerland del 23 GENNAIO 2018 (si allega verbale).

  1. Durata e sede

- 1.  L’Associazione, costituita a tempo indeterminato, ha la propria sede legale in Castenaso (BO) alla Via Montanara n. 8/3, 40055.

- 2.  Le riunioni degli Organi dell’Associazione potranno svolgersi anche in luoghi diversi dalla sede legale, anche con modalità informatico - telematiche e/o per mezzo di sistemi di conferenza telefonica audio-video che garantiscano la identificabilità dei membri, ferme restando le modalità di convocazione e deliberazione stabilite dal presente Statuto.

  1. Oggetto, scopi e finalità

- 1.  Finalità precipua dell’Associazione è quella di contribuire al miglioramento delle cure e del trattamento della persona affetta da Malattia Renale Cronica ed acuta, secondo elevati ed aggiornati standard professionali, valorizzando le competenze specialistiche degli infermieri e degli altri operatori sanitari che si occupano di tutti gli stati della malattia renale, attraverso interventi educativi, conservativi, dietetico/nutrizionali, sostitutivi - dialisi e trapianto - e palliativi.

- 2.  In particolare, tali finalità potranno essere perseguite mediante diverse attività, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

a) attivare momenti di informazione ed educazione, in tutti i possibili e vari contesti sociali, per la prevenzione e la cura della Malattia Renale, nei vari stati del percorso di cronicità ed acuzie;

b) promuovere la qualificazione, l’aggiornamento, la ricerca tecnico-scientifica, organizzare incontri periodici, convegni, tavole rotonde, seminari e altre iniziative culturali e scientifiche volte a favorire la crescita professionale, la formazione e l’aggiornamento degli associati e, in generale, lo sviluppo professionale degli esercenti le professioni sanitarie coinvolti nelle cure nefrologiche;

c) promuovere occasioni di confronto sul tema delle cure nefrologiche per agevolare il dibattito, la discussione e la divulgazione delle conoscenze, anche attraverso il confronto multidisciplinare e con i modelli di altri Paesi;

d) coinvolgere e rappresentare gli interessi degli esercenti le professioni sanitarie di area nefrologica nei rapporti con i cittadini, gli enti pubblici, gli ordini professionali, nonché cooperare e intrattenere rapporti con le autorità ed istituzioni pubbliche, internazionali, nazionali e locali, per il raggiungimento degli scopi associativi e promuovere relazioni con altre organizzazioni e associazioni nazionali, europee e internazionali su materie correlate ed analoghe;

e) favorire la tutela dei diritti degli associati, assicurando loro l’accesso a specifiche attività di formazione, assistenza e consulenza tecnico-specialistica di qualità elevata e a costi controllati, con riguardo alle possibili questioni o controversie di natura tecnica quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le questioni di carattere giuridico, medico-legale, assicurativo, tecnico-contabile, fiscale e/o tributario;

f) svolgere attività di merchandising per la distribuzione e la vendita di gadget ed altro materiale avente carattere divulgativo dei fini, dei progetti, delle iniziative e delle attività dell’Associazione, anche contraddistinti dai marchi e segni distintivi dell’Associazione o di cui l’Associazione sia licenziataria;

g) compiere ogni altro atto necessario al raggiungimento degli scopi associativi.

  1. Natura

- 1.  L’Associazione è apartitica ed apolitica e non svolge, né direttamente né indirettamente, attività sindacale né, tanto meno, persegue, tra le proprie finalità, forme di tutela sindacale. 

- 2.  L’Associazione non ha scopo di lucro. È, pertanto, vietata ogni forma di ripartizione e/o distribuzione tra gli associati degli eventuali utili e/o proventi derivanti delle iniziative ed attività intraprese dall’Associazione o da quelle cui la stessa ha preso parte nel perseguimento delle finalità sue proprie, nonché delle eventuali donazioni, contribuzioni o proventi alla stessa pervenuti, a qualsiasi titolo, in conformità allo Statuto.

- 3.  I proventi di cui al comma 2 del presente articolo saranno impiegati dall’Associazione per il raggiungimento degli scopi statutari.

- 4.  L’Associazione, così come i propri legali rappresentanti, svolge le attività ivi previste e persegue le finalità indicate nel presente Statuto in modo autonomo e indipendente da qualsivoglia interesse e partecipazione ad attività imprenditoriali ed economiche, fatte salve le attività rientranti nell’ambito del Programma nazionale di formazione continua in medicina (ECM). 

  1. Utilizzo di segni distintivi

- 1.  Per il perseguimento dei suoi fini e la realizzazione e/o promozione dei suoi progetti, l’Associazione può stipulare specifiche licenze d’uso di segni distintivi e/o marchi, di qualunque genere e/o natura, con i rispettivi titolari.

- 2.  Tali segni distintivi saranno utilizzati dall’Associazione nell’ambito dei suoi progetti e per promuovere le proprie iniziative e attività.

  1. Attività associativa e nuovi media

- 1.  Nel perseguimento delle finalità statutarie e riconoscendo nella rete internet e nei nuovi media un importante strumento in grado di favorire la partecipazione alle iniziative sociali ed il raggiungimento degli scopi associativi, l’Associazione:

a) rende note, tramite il sito web, le pubblicazioni e le attività scientifiche e ne cura il costante aggiornamento;

b) promuove, organizza e coltiva i propri progetti, programmi e attività attraverso il sito web e mediante l’utilizzo di canali quali blog, social network, forme di comunicazione multimediale e nuovi media;

c) recepisce eventuali iniziative programmatiche coerenti con le finalità e gli scopi associativi che siano nate spontaneamente all’interno della rete internet e dei social network.

- 2.  Rimane inteso che l’amministrazione e/o la gestione dei contenuti pubblicati su blog, pagine di social network, siti internet od ogni altro mezzo di comunicazione multimediale facente capo e/o in qualunque modo riferibile all’Associazione, anche nelle sue articolazioni territoriali, e/o ai progetti nati e sviluppati nell’ambito dell’Associazione medesima, avverranno esclusivamente secondo i regolamenti o i provvedimenti interni adottati in conformità con il presente Statuto.

- 3.  Per lo svolgimento di tali attività, il Consiglio Direttivo nomina un Coordinatore della comunicazione social (“webmaster”) con lo scopo di gestire e curare il sito web dell’Associazione, mantenere i rapporti con i canali di comunicazione (blog, social network, forme di comunicazione multimediale e nuovi media) e, in generale, curare l’immagine mediatica dell’Associazione.

  1. Tutela dei diritti degli associati e convenzioni con studi professionali.

- 1.  Al fine di adempiere alla specifica finalità statutaria di cui all’articolo 3, comma 2, lett. e) del presente Statuto, l’Associazione può stipulare specifiche convenzioni con strutture e studi professionali, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, studi legali, studi commerciali e/o tributari e di revisione contabile, studi notarili, studi medico-legali, onde consentire agli associati in regola con il pagamento dei contributi associativi di usufruire dei relativi servizi e/o attività a costi controllati. 

  1. Fondo comune

- 1.  Il patrimonio dell’Associazione è costituito dalle quote associative annuali versate dagli associati, dai contributi versati volontariamente da persone fisiche, enti pubblici e privati, nonché dagli eventuali proventi delle iniziative ed attività intraprese dall’Associazione nel perseguimento delle finalità sue proprie, da donazioni o lasciti testamentari accettati dalla Associazione in conformità allo Statuto, oltre che dai beni mobili, mobili registrati ed, eventualmente, immobili, acquisiti mediante l’utilizzo delle predette somme, ovvero ricevuti dall’Associazione per atti di liberalità tra vivi o mortis causa.

- 2.  Possono costituire entrate dell’Associazione anche gli eventuali proventi derivanti dalla gestione di eventuali spazi e/o inserzioni pubblicitarie pubblicate nel sito web e/o blog e/o pagine di social network dell’Associazione.

- 3.  Altre entrate possono derivare da contributi ottenuti da fondazioni private, università, agenzie governative, fondi europei relativi a progetti finalizzati al perseguimento degli scopi associativi.

- 4.  Le somme di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo saranno impiegate dall’Associazione per il raggiungimento degli scopi statutari.

  1. Associati

- 1.  Possono diventare associati tutte le persone fisiche che non siano portatrici di interessi contrastanti con l’oggetto, gli scopi e le finalità dell’Associazione, che non facciano parte di associazioni, movimenti e/o enti con finalità in contrasto con quelle proprie dell’Associazione e che soddisfino, alternativamente, uno dei seguenti requisiti: a) abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio delle professioni sanitarie infermieristiche e svolgano o abbiano svolto la propria attività professionale in una qualsiasi delle aree attinenti alla malattia renale cronica ed acuta; b) svolgano o abbiano svolto attività professionali a diverso titolo rientranti nell’ambito delle cure nefrologiche, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nutrizionista, operatore tecnico sanitario, assistente sociale.

- 2.  Possono altresì divenire associati le persone fisiche non in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 del presente articolo, ivi compresi gli studenti dei corsi di laurea in professioni sanitarie e gli iscritti alle relative scuole di specializzazione, docenti e tutor, che abbiano dimostrato per un tempo congruo un effettivo e comprovato interesse verso il settore delle malattie nefrologiche e verso gli scopi dell’Associazione.

- 3.  Tutti gli associati dovranno divenire tali secondo la procedura di cui all’articolo 10.

  1. Modalità di adesione all’Associazione

- 1.  L’adesione all’Associazione avviene mediante invio al Consiglio Direttivo di una domanda di ammissione corredata dalla scheda di iscrizione debitamente compilata, con le forme e i mezzi indicati nel regolamento interno, e previo pagamento della relativa quota di iscrizione.

- 2.  L’ammissione dei nuovi associati è efficace una volta portata a conoscenza del richiedente, anche con mezzi telematici. 

- 3.  Il contributo annuale, determinato nella misura stabilita ai sensi del presente Statuto, è comunque dovuto per intero, indipendentemente dal momento in cui l’ammissione dell’associato è deliberata.

- 4.  L’ammissione costituisce accettazione espressa ed effettiva da parte del nuovo associato del contenuto dello Statuto, nonché di tutti i diritti ed i doveri correlati alla qualità di associato.

- 5.  Il Consiglio Direttivo procederà a verifiche periodiche e/o a campione e/o su segnalazione per accertare il rispetto dello Statuto da parte degli associati. 

  1. Diritti degli Associati

- 1.  La partecipazione all’Associazione è individuale, personale e gratuita, salvo il versamento del contributo annuale e/o di eventuali contribuzioni straordinarie deliberate in conformità al presente Statuto.

- 2.  Fermo quanto previsto dall’art. 17 in tema di diritto di voto, gli associati in regola con il pagamento dei contributi associativi hanno diritto di:

a) intervenire in Assemblea e presentare mozioni da sottoporre al voto dell’Assemblea;

b) esercitare in seno all’Assemblea il diritto di parola nonché il diritto di voto;

c) essere eletti negli organi associativi conformemente al presente Statuto;

d) partecipare alle attività ed alle iniziative promosse dall’Associazione;

e) avvalersi dei servizi offerti dall’Associazione.

  1. Doveri degli associati

- 1.  Gli associati sono tenuti:

a) a corrispondere la quota associativa annuale nella misura e con le modalità fissate dal Consiglio Direttivo;

b) ad osservare le norme statutarie, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni adottate dagli organi associativi in conformità allo Statuto;

c) a mantenere i requisiti di iscrizione previsti dall’art. 9 dello Statuto;

d) a comunicare tempestivamente al Consiglio Direttivo l’insorgere o il rischio di insorgenza in capo all’associato di situazioni di conflitto di interesse o, in generale, di condizioni contrastanti con l’oggetto, gli scopi e le finalità dell’Associazione;

e) ad astenersi da comportamenti contrari a o lesivi per le finalità dell’Associazione, così come da comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine dell’Associazione o il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;

f) ad attenersi a lealtà e correttezza nei confronti degli organi dell’Associazione, nonché degli altri associati.

- 2.  Gli associati che ricoprono cariche sociali non devono avere subito sentenze di condanna passate in giudicato in relazione all’attività dell’Associazione. Qualora tali sentenze intervengano successivamente alla nomina, gli interessati sono tenuti a darne pronta comunicazione, anche con sistemi informatici, al Presidente dell’Associazione e a presentare contestualmente, in forma scritta, al Consiglio Direttivo le proprie dimissioni dalla carica ricoperta.

  1. Tipologie di associati

- 1.  Sono soci ordinari coloro che entrano a far parte dell’Associazione previa domanda di ammissione e relativa accettazione secondo quanto previsto dall’articolo 10 dello Statuto.

- 2.  Sono soci sostenitori coloro che, per la partecipazione ad attività formative dell’associazione, versano un contributo determinato con apposito regolamento del Consiglio Direttivo di importo minimo in ogni caso non inferiore a € 20,00 euro. La qualifica di socio sostenitore può avere una durata determinata nel tempo e/o limitata a singoli eventi e/o attività, come espressamente comunicato al momento del pagamento del relativo contributo; i soci sostenitori possono acquisire la posizione di socio ordinario, in qualsiasi momento, comunicando la propria richiesta al Consiglio Direttivo ed effettuando il pagamento della quota di iscrizione annuale all’Associazione. I soci sostenitori non hanno diritto di voto. 

- 3.  Sono soci onorari i soggetti che si siano distinti per servizio meritorio nel settore delle professioni sanitarie coinvolte nella cura e nell’assistenza del paziente affetto da insufficienza renale e per il loro supporto agli scopi e alla causa dell’Associazione. I soci onorari sono nominati su iniziativa del Comitato Direttivo e non sono tenuti al pagamento della quota associativa. I soci onorari hanno il diritto di voto.

- 4.  Sono soci corporati le persone giuridiche e gli enti pubblici coinvolti nella produzione di beni, servizi e biotecnologie utili e necessari all’erogazione delle cure renali e che intendono contribuire finanziariamente all’Associazione per sostenerne progetti e attività formative. I soci corporati non hanno diritto di voto.

  1. Perdita della qualità di associato

- 1.  La qualifica di associato viene meno a seguito di:

a) recesso esercitato dall’associato a mezzo raccomandata A.R. o PEC, indirizzata al Presidente della Associazione. Il recesso ha, in ogni caso, effetto nel momento in cui giunge a conoscenza dell’Associazione. L’associato receduto rimane, in ogni caso, vincolato alle obbligazioni già assunte nei confronti dell’Associazione nel tempo in cui questi era associato;

b) mancata corresponsione della quota associativa dovuta dall’associato a seguito dell’invio da parte del Consiglio Direttivo di due solleciti con comunicazione inviata a mezzo di posta elettronica e/o posta ordinaria;

c) decadenza determinata dal venir meno dei requisiti di ammissione all’Associazione di cui all’art. 9 dello Statuto, accertata con delibera del Consiglio Direttivo;

d) esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo, in caso di: violazione dei doveri previsti dall’art. 12 dello Statuto, gravi inadempienze allo Statuto e/o ai regolamenti interni dell’Associazione, compimento di atti e/o comportamenti incompatibili, poco consoni o pregiudizievoli rispetto agli interessi, all’immagine ed alle finalità dell’Associazione o degli associati. La decisione, adottata dopo aver sentito la parte interessata, eseguita ogni indagine del caso e garantito il contraddittorio, è depositata presso il Consiglio Direttivo e comunicata all’interessato entro i successivi quindici giorni;

e) decesso dell’associato;

f) scioglimento dell’Associazione.

- 2.  La qualità di associato non è trasmissibile né per atto tra vivi, né mortis causa.

- 3.  L’associato che cessi, per qualsiasi ragione, di far parte dell’Associazione, non può vantare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione, né, tantomeno, pretendere somme a titolo alcuno né ripetere i contributi versati.

  1. Sezioni Regionali dell’Associazione

- 1.  Al fine di favorire la massima diffusione delle finalità, delle attività e delle iniziative promosse dall’Associazione su tutto il territorio nazionale, su delibera del Consiglio Direttivo possono essere istituite Sezioni Regionali dell’Associazione.

- 2.  Le Sezioni Regionali sono coordinate da un Referente Operativo Regionale (ROR), con il compito di promuovere le iscrizioni all’Associazione, le attività e le iniziative formative specifiche per il territorio di sua competenza, in collaborazione con gli organi centrali e nel rispetto dei livelli di autonomia previsti dal presente Statuto e dal regolamento.

  1. Organi nazionali dell’Associazione

- 1.  Gli organi nazionali dell’Associazione, che coordinano, sostengono e dirigono le attività nazionali, delle Sezioni Regionali, nonché le relazioni internazionali sono:

a) l’Assemblea degli associati;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente;

d) il Tesoriere;

e) il Segretario;

f) il Collegio dei Probiviri;

g) il Comitato Scientifico.

  1. Assemblea degli associati. Diritto di voto

- 1.  L’Assemblea degli associati è costituita da tutti gli associati in regola con il pagamento della quota associativa annuale ed è ordinaria e straordinaria. 

- 2.  L’Assemblea ordinaria è convocata almeno una volta l’anno su iniziativa del Consiglio Direttivo per la discussione e l’approvazione del rendiconto economico e finanziario redatto dal Consiglio Direttivo medesimo coadiuvato dal Tesoriere. L’Assemblea è convocata, altresì, ogniqualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno, nonché su istanza motivata di almeno un decimo degli associati. 

- 3.  All’Assemblea ordinaria spettano tutte le competenze alla stessa attribuite inderogabilmente dalla legge e dal presente Statuto e, in ogni caso, quelle di: 

a) eleggere il Presidente dell’Associazione, il Tesoriere e il Segretario secondo le modalità previste dal presente Statuto;

b) deliberare la costituzione del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Probiviri ed eleggerne i componenti con le modalità previste dal presente Statuto;

c) deliberare la decadenza dalla carica di ciascun membro del Collegio dei Probiviri nei casi previsti dallo Statuto;

d) approvare il rendiconto economico e finanziario redatto dal Consiglio Direttivo coadiuvato dal Tesoriere;

e) deliberare sulle proposte del Consiglio Direttivo.

- 4.  L’Assemblea straordinaria degli associati è competente a deliberare sulle modifiche dello Statuto dell’Associazione, sulle proposte che comportino una sostanziale modificazione dell’oggetto, degli scopi, delle finalità e della natura dell’Associazione ovvero dei principi ispiratori del presente Statuto dell’Associazione, nonché sulle proposte di sostanziale modifica e/o cancellazione/soppressione dei progetti dell’Associazione e sullo scioglimento della Associazione.

- 5.  L’avviso di convocazione dell’Assemblea, con l’indicazione della data, del luogo e dell’ora di convocazione, oltre che delle materie che saranno trattate, è inviato, almeno dieci giorni prima della data della seduta, a ciascun associato a mezzo e-mail o fax o con sistemi di comunicazione elettronica. Tale avviso potrà indicare, altresì, la data di seconda convocazione nell’ipotesi in cui in prima convocazione non si dovesse raggiungere il numero di partecipanti utile per la valida costituzione dell’Assemblea. 

- 6.  L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, da un membro del Consiglio Direttivo appositamente designato dal Presidente o dall’Assemblea stessa.

- 7.  L’Assemblea è regolarmente costituita, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza degli associati e, in seconda convocazione, qualsiasi sia il numero dei presenti. 

- 8.  Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono adottate con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. 

- 9.  Fatto salvo quanto previsto dal comma 7 del presente articolo, le deliberazioni di modifica dello Statuto, nonché quelle che comportino una sostanziale modificazione dell’oggetto, degli scopi, delle finalità e della natura dell’Associazione ovvero dei principi ispiratori del presente Statuto sono adottate, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole dei tre quarti dei presenti.

- 10.  Lo scioglimento dell’Associazione potrà essere deliberato, sia in prima che in seconda convocazione, con la presenza di almeno tre quarti degli associati ed il voto favorevole dei tre quarti dei presenti.

- 11.  All’Assemblea sono ammesse tutte le tipologie di associati. Hanno diritto di voto i soci ordinari, in regola con il pagamento della quota associativa, ed i soci onorari. Hanno diritto alla sola audizione i soci sostenitori e i soci corporati. 

- 12.  Ad ogni associato spetta un voto, che può essere espresso personalmente dall’associato, anche tramite modalità telematiche ed elettroniche, oppure a mezzo di un altro associato munito di delega scritta, comunicata anche con sistemi di comunicazione elettronica. Ciascun associato può rappresentare non più di 5 (cinque) associati in Assemblea. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i titolari di cariche associative non hanno voto.

- 13.  Le votazioni per l’elezione dei membri degli organismi statutari sono svolte con scrutinio segreto. Le modalità di voto a distanza o elettroniche devono prevedere modalità tali da garantire la segretezza di voto  

  1. Consiglio Direttivo

- 1.  Il Consiglio Direttivo si compone di sette membri eletti dall’Assemblea tra gli associati, con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti.

- 2.  Il Consiglio Direttivo si rinnova ogni triennio ed ogni suo membro è rieleggibile per due ulteriori mandati. 

- 3.  Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente dell’Associazione o da un suo vice, individuato dal Presidente tra i componenti del Direttivo.

- 4.  La decadenza di uno o più membri del Consiglio Direttivo può essere richiesta/proposta dal Consiglio dei Probiviri per gravi motivi e/o qualora ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c). Il Consiglio Direttivo, con esclusione del/i membro/i oggetto della proposta, si esprimerà con apposita votazione su tale decadenza, che sarà approvata con il voto favorevole della maggioranza dei propri membri. Nel caso in cui il Consiglio Direttivo così composto non possa deliberare sulla decadenza, il Consiglio dei Probiviri potrà convocare l’Assemblea ed indire nuove elezioni. 

- 5.  Nell’ipotesi in cui taluno dei membri del Consiglio Direttivo non possa attendere al mandato ricevuto prima della scadenza ordinaria, per dimissioni, revoca, decadenza, esclusione o per ogni altro impedimento definitivo, gli altri membri provvederanno alla sostituzione con il soggetto non eletto che ha ricevuto più votazioni alle precedenti elezioni, o ad eleggerne un altro, scelto tra gli associati, che rimarrà in carica fino alla prima Assemblea, la quale dovrà ratificare la nomina, ovvero, provvedere alla nomina di un diverso Consigliere il cui mandato scadrà unitamente a quello dei membri originari del Consiglio Direttivo. 

- 6.  Nel caso in cui rimanga in carica uno solo dei consiglieri, dovrà essere convocata, senza indugio, l’Assemblea perché provveda al rinnovo del Consiglio Direttivo.

- 7.  Il Consiglio Direttivo si riunisce ogniqualvolta venga convocato dal Presidente, ovvero, su richiesta motivata, con la specifica indicazione delle materie da trattare, di almeno due dei suoi membri. Per la validità delle riunioni del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi componenti e le deliberazioni vengono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. 

- 8.  In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente e, in caso di assenza del Presidente, quello del Vice Presidente.

  1. Amministrazione dell’Associazione

- 1.  L’amministrazione, sia ordinaria che straordinaria, dell’Associazione è attribuita, salvo le specifiche competenze demandate dallo Statuto all’Assemblea o agli altri organi associativi, al Consiglio Direttivo. 

- 2.  Il Consiglio Direttivo:

a) provvede alla amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione indirizzandone le attività al perseguimento dei fini sociali;

b) cura i rapporti con l’Associazione Europea EDTNA/ERCA, scegliendo un interlocutore adeguato tra i membri del Consiglio Direttivo o, su nomina presidenziale, tra gli associati;

c) gestisce i fondi destinati alle iniziative dell’Associazione, coadiuvato dal Tesoriere;

d) gestisce l’attività dell’Associazione;

e) delibera sull’organizzazione e sullo svolgimento delle attività da espletare;

f) sostiene le Sezioni Regionali dell’Associazione nello svolgimento di programmi e iniziative che favoriscano il perseguimento degli scopi statutari, coordinandone e dirigendone le attività e vigilando sulla conformità e/o compatibilità delle stesse con i fini associativi;

g) convoca l’Assemblea degli associati almeno una volta l’anno per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario e, comunque, ogniqualvolta si renda necessario per il corretto funzionamento dell’Associazione, ovvero, qualora ne facciano richiesta motivata almeno un quinto degli associati;

h) predispone il rendiconto economico e finanziario annuale da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea degli associati;

i) disciplina con apposito regolamento i criteri, i limiti, anche di budget, e le specifiche condizioni e modalità del riconoscimento, in favore degli associati titolari di cariche elettive in seno all’Associazione, dei rimborsi per le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata in favore dell’Associazione stessa, in conformità a quanto previsto dal presente Statuto;

j) verifica e regola eventuali situazioni di conflitto di interesse tra gli associati e l’Associazione;

k) disciplina con apposito regolamento le specifiche procedure atte a consentire la partecipazione degli associati alla vita associativa con modalità informatico - telematiche e/o per mezzo di sistemi di conferenza telefonica audio-video in conformità a quanto previsto dal presente Statuto;

l) predispone eventuali regolamenti interni all’Associazione e/o le relative modifiche da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

m) nomina fra i suoi membri i soggetti cui attribuire specifiche responsabilità operative, progettuali ed organizzative, quali quelle relative al Coordinatore dei Referenti Operativi Regionali, al Coordinatore del Comitato Scientifico, ai Referenti dei Gruppi di studio specialistico e il Coordinatore delle comunicazioni social/webmaster;

n) delibera sulla esclusione degli associati nei casi previsti dalla legge e dallo Statuto;

o) attesta il verificarsi di cause di decadenza degli associati nei casi previsti dallo Statuto;

p) revoca la nomina dei Referenti Operativi Regionali, del Coordinatore del Comitato Scientifico, dei Coordinatori dei Gruppi di studio specialistico e del Coordinatore delle comunicazioni social/webmaster, nei casi previsti dallo Statuto;

q) promuove e gestisce rapporti di collaborazione con persone fisiche o giuridiche, società, agenzie, per lo svolgimento e la fornitura di servizi necessari o opportuni per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione.

  1. Presidente

- 1.  Il Presidente è eletto dall’Assemblea fra gli Associati che siano in regola con il pagamento della quota associativa.

- 2.  Il Presidente ha il potere di rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, di firmare atti, contratti, transazioni, convenzioni in nome e per conto dell’Associazione, che la vincolino sia nei confronti degli associati che dei terzi, di amministrazione e gestione di eventuali fondi dell’Associazione, di provvedere ai pagamenti relativi ad obbligazioni assunte dalla Associazione, di incassare somme e rilasciare quietanze.

- 3.  Tali funzioni possono essere delegate ad altri membri del Consiglio Direttivo.

- 4.  Il Presidente dura in carica tre anni ed è ricandidabile per due ulteriori mandati, previo parere positivo del Consiglio Direttivo.

- 5.  L’Assemblea e/o il Consiglio Direttivo può deliberarne la decadenza per gravi motivi quali, a titolo esemplificativo non esaustivo, la violazione del presente Statuto e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

  1. Segretario

- 1.  Il Segretario è eletto dall’Assemblea chiamata ad eleggere il Presidente o il Consiglio Direttivo fra gli associati che non siano titolari di altra carica elettiva e che siano in regola con il pagamento della quota associativa. 

- 2.  Il Segretario dura in carica tre anni e svolge il proprio mandato in sintonia con il Presidente, il Tesoriere e con il supporto del Consiglio Direttivo. L’Assemblea e/o il Consiglio Direttivo può deliberarne la decadenza per gravi motivi quali, a titolo esemplificativo non esaustivo, la violazione del presente Statuto e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

- 3.  Il Segretario ha il compito di: a) redigere i verbali delle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo; b) gestire e aggiornare il registro degli associati della cui tenuta è personalmente responsabile; c) pubblicare l’avviso di convocazione dell’Assemblea secondo quanto previsto dal presente Statuto; d) trasmettere agli associati l’avviso di convocazione dell’Assemblea secondo quanto stabilito dall’articolo 17 dello Statuto; e) pubblicare le deliberazioni dell’Assemblea sul sito internet dell’Associazione; f) pubblicare il rendiconto economico e finanziario sul sito internet dell’Associazione;  g) assicurare il funzionamento dei servizi di segreteria.

- 4.  È tenuto a mantenere comportamenti adeguati al ruolo assunto e di rappresentanza dell’Associazione.
 

  1. Tesoriere

- 1.  Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea fra gli Associati che non siano titolari di altra carica elettiva e che siano in regola con il pagamento della quota associativa.

- 2.  Il Tesoriere dura in carica tre anni e svolge il proprio mandato in sintonia con il Presidente, il Segretario e con il supporto del Consiglio Direttivo. L’Assemblea e/o il Consiglio Direttivo può deliberarne la decadenza per gravi motivi quali, a titolo esemplificativo non esaustivo, la violazione del presente Statuto e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

- 3.  È compito del Tesoriere:

a) custodire i beni, mobili ed immobili, dell’Associazione;

b) riscuotere le quote annuali di associazione ed ogni altra entrata a favore dell’Associazione;

c) provvedere ai pagamenti relativi ad obbligazioni assunte dall’Associazione;

d) coadiuvare il Consiglio Direttivo nella redazione del rendiconto economico e finanziario.

- 4.  È tenuto a mantenere comportamenti adeguati al ruolo assunto e di rappresentanza dell’Associazione. 

  1. Vicepresidente e delegati

- 1.  Il Vicepresidente è scelto tra i membri del Consiglio Direttivo, su proposta del Presidente e/o di uno o più membri del Consiglio Direttivo, e votato dal Consiglio Direttivo stesso.

- 2.  Il Vicepresidente sostituisce il Presidente nei casi in cui questi sia anche temporaneamente impedito a svolgere le sue funzioni. Nell’espletamento del suo incarico il Vicepresidente espleta le funzioni proprie del Presidente. 

- 3.  Il Consiglio Direttivo può delegare ad uno o più membri del Consiglio Direttivo, appositamente individuati secondo le competenze specifiche, la trattazione e la gestione di particolari temi e compiti, conferendo loro i poteri necessari per darvi corretto adempimento.

  1. Collegio dei Probiviri

- 1.  Il Collegio dei Probiviri è organo di garanzia statutaria, composto da 3 (tre) membri eletti fra gli associati con una anzianità associativa di almeno 5 anni continuativi. 

- 2.  I componenti del Collegio dei Probiviri sono eletti dall’Assemblea e non possono contemporaneamente essere membri del Comitato Direttivo.

- 3.  I Probiviri eleggono, tra i propri membri, a maggioranza, il Presidente del Collegio.

  1. Il Collegio dei Probiviri rimane in carica per tre anni ed è competente a:

- a) interpretare, su richiesta degli organi statutari o degli associati, il presente Statuto nonché ogni altra norma regolatrice dell’Associazione;

- b) decidere sulle violazioni del presente Statuto da parte degli associati e/o in merito a condotte degli stessi che risultino disdicevoli, disonorevoli e/o comunque incompatibili con le finalità e gli scopi associativi, poste in essere nell’ambito o fuori dell’Associazione e/o tramite blog, social network, siti internet ed ogni altra forma di comunicazione facente capo e/o in qualunque modo riferibile all’Associazione e/o ai progetti dell’Associazione, promuovendo anche d’ufficio il relativo procedimento e deliberando entro sessanta giorni, qualora ne ricorrano i presupposti, l’adozione di uno dei seguenti provvedimenti:

i.   censura scritta;

ii.  sospensione temporanea dalla partecipazione alla vita associativa e dal diritto a qualificarsi come associato, anche all’esterno dell’Associazione;

iii. proposta al Consiglio Direttivo dell’espulsione dell’associato dall’Associazione;

c) decidere sui reclami proposti avverso le decisioni del Presidente ovvero del Consiglio Direttivo, di rigetto della domanda di ammissione alla Associazione e su quelli relativi alla esclusione degli associati dall’Associazione e sull’accertamento delle cause di decadenza degli associati dagli organi associativi e/o dalla Associazione.

d) verificare la corrispondenza delle operazioni contabili ai deliberati e/o ai regolamenti.

- 5.  L’Assemblea può deliberare la decadenza dalla carica di ciascun membro del Consiglio dei Probiviri per gravi motivi quali, a titolo esemplificativo non esaustivo, la violazione del presente Statuto e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

  1. Comitato Scientifico

- 1.  Il Comitato Scientifico è l’organismo preposto alla promozione, organizzazione e programmazione delle attività scientifiche e formative dell’Associazione, nonché deputato al controllo ed alla verifica della qualità delle attività svolte e della produzione tecnico-scientifica. 

- 2.  Il Comitato Scientifico è composto da almeno 3 (tre) membri permanenti, di cui almeno uno facente parte del Consiglio Direttivo e da un numero variabile di associati coinvolti per specifici gruppi di studio e di ricerca, dal Coordinatore e dai Referenti dei Gruppi di studio specialistico.

- 3.  Il coordinatore ed i membri del Comitato Scientifico sono nominati dal Comitato Direttivo e possono anche ricoprire altre cariche elettive in seno all’Associazione.

- 4.  Il Comitato Scientifico rimane in carica per tre anni si occupa di:

a) verificare il livello e la qualità della produzione scientifica e delle attività culturali e formative dell’Associazione secondo gli indici di produttività scientifica e bibliometrici riconosciuti, convalidati ed applicati dalla comunità scientifica internazionale di riferimento del settore di competenza dell’Associazione;

b) organizzare e curare l’attività di formazione, aggiornamento e ricerca scientifica;

c) organizzare e promuovere corsi di aggiornamento e di formazione negli ambiti di interesse dell’Associazione;

d) coordinare le attività di studio e di ricerca organizzate in collaborazione con gruppi di interesse specifico interni all’Associazione e/o con altre associazioni sul territorio nazionale ed europeo.

- 5.  L’Assemblea e/o il Consiglio Direttivo può deliberare la decadenza dalla carica di ciascun membro del Comitato Scientifico per gravi motivi e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

  1. Referente Operativo Regionale

- 1.  Per ciascuna Sezione Regionale dell’Associazione è nominato, su proposta volontaria, fra gli associati operanti nel territorio corrispondente che siano in regola con i pagamenti della quota annuale, un Referente Operativo Regionale. Possono altresì essere nominati quali Referenti Operativi Regionali, con le modalità di cui al presente articolo, anche membri del Consiglio Direttivo.

- 2.  La nomina è deliberata dal Consiglio Direttivo, previo esame dei curricula e delle competenze, con il voto favorevole dei tre quarti dei presenti.

- 3.  Il Referente Operativo Regionale è responsabile delle attività dell’Associazione a livello locale e della gestione dei fondi riservati alla Sezione Regionale secondo quanto deliberato dagli Organi dell’Associazione in conformità al presente Statuto. Egli può essere dotato di poteri di spesa e delega all’incasso nell’ambito del suo mandato, su supervisione del Tesoriere e del Segretario 4. Il Referente Operativo Regionale dura in carica tre anni e la sua nomina può essere revocata da parte del Consiglio Direttivo per gravi motivi e/o ove ricorra una delle ipotesi previste dall’art. 14, comma 1, lett. c).

  1. Gratuità delle cariche associative e rimborsi spese

- 1.  Le cariche associative disciplinate dal presente Statuto sono svolte a titolo gratuito. 

- 2.  Possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata per conto e a favore dell’Associazione da parte degli associati che siano titolari di cariche elettive in seno all’Associazione o che abbiano svolto attività formative, informative, divulgative, approvate dal Consiglio Direttivo, entro i limiti di budget e secondo le specifiche modalità che saranno stabiliti da apposito regolamento adottato dal Consiglio Direttivo in conformità al presente Statuto.

- 3.  È esclusa in ogni caso la compensazione con i crediti vantati dall’Associazione.

  1. Partecipazione all’Associazione

- 1.  Al fine di promuovere la più ampia diffusione delle proprie iniziative e attività, l’Associazione si impegna a consentire che la partecipazione alla vita associativa possa avvenire anche con modalità informatico - telematiche e/o per mezzo di sistemi di conferenza telefonica audio-video, secondo le procedure specificamente disciplinate in apposito regolamento adottato dal Consiglio Direttivo in conformità al presente Statuto.

  1. Esercizio finanziario

- 1.  L’esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo, coadiuvato dal Tesoriere, dovrà redigere un rendiconto economico e finanziario che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei soci. 

- 2.  Il rendiconto economico e finanziario sarà pubblicato sul sito Internet e depositato presso l’ufficio amministrativo dell’Associazione.

  1. Quota associativa

- 1.  La quota associativa annuale ed il versamento di eventuali contribuzioni straordinarie rappresentano le forme obbligatorie di partecipazione all’Associazione e non costituiscono, pertanto, titolo di proprietà o di partecipazione a proventi dell’Associazione, né sono rimborsabili, nemmeno parzialmente, all’atto del recesso dell’associato e/o della sua esclusione né, tantomeno, in caso di scioglimento dell’Associazione.

- 2.  Ciascun nuovo associato dovrà provvedere al versamento della quota associativa in concomitanza con l’invio della domanda di iscrizione secondo quanto previsto dall’articolo 10 dello Statuto.

- 3.  Il versamento della quota associativa è condizione necessaria per l’acquisto, da parte di ciascun associato, della titolarità dei diritti stabiliti dal presente Statuto in favore degli associati, ivi compreso il diritto di elettorato attivo e passivo.

- 4.  È fatta salva la facoltà per i singoli associati che lo desiderino di conferire apporti monetari ulteriori rispetto alla quota obbligatoria di partecipazione. 

  1. Scioglimento dell’Associazione

- 1.  A seguito dello scioglimento dell’Associazione deliberato, secondo le norme del presente Statuto, dall’Assemblea straordinaria, quest’ultima decide, altresì, sulla devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo, devolvendolo ad altra associazione o ente con finalità analoghe a quelle proprie dell’Associazione e previste dal presente Statuto. 

- 2.  È, in ogni caso, esclusa la ripartizione dell’eventuale attivo residuo tra gli associati.

  1. Norma di chiusura

- 1.  Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto e dai regolamenti interni dell’Associazione, si applica la disciplina dettata dal Codice Civile e dalle altre leggi speciali in materia di associazioni.

  1. Foro competente

- 1.  Per tutte le controversie nascenti dal presente Statuto, comprese quelle inerenti alla sua esistenza, validità, estinzione, interpretazione ed esecuzione, così come per qualsiasi controversia dovesse insorgere tra gli associati o tra questi e l’Associazione sarà competente in via esclusiva il Foro di Bologna, essendo esclusa, e quindi derogata, ogni eventuale, diversa concorrente competenza.

  1. Norme transitorie

- 1.  Gli associati regolarmente iscritti alla EDTNA/ERCA Filiale Italiana al giorno 01/01/2018 saranno automaticamente, per la durata di un anno, associati alla SIAN-Italia. Il Consiglio Direttivo in carica alla data di approvazione delle modifiche apportate al presente Statuto resterà in carica un ulteriore anno per permettere di finalizzare gli scopi assunti ed adottare i regolamenti interni necessari anche nel rispetto delle regole di affiliazione con EDTNA/ERCA.

 

Bologna, 27 gennaio 2018

 

 

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