Cateteri venosi centrali: 11 Anni di monitoraggio.
L. Mauro, M. Del Pin, N. Pez, L. Martimbianco, F. Nascig, M. Tosto
S.C. Nefrologia e Dialisi, AAS 2, Friuli Venezia Giulia, Emodialisi Ospedale Palmanova

Introduzione

La corretta gestione dei Cateteri Venosi Centrali (CVC) per emodialisi è di fondamentale importanza ed è finalizzata al mantenimento della pervietà e alla prevenzione delle infezioni correlate.
Nel corso degli anni, presso il nostro Centro Dialisi si è assistito a un incremento del numero di emodializzati anziani con acceso vascolare CVC (Grafico 1), con polipatologie e con patrimonio vascolare compromesso che non consente l’allestimento della fistola artero-venosa.
E’ divenuto quindi per noi importante attuare dei sistemi di monitoraggio con metodi appropriati di raccolta dati, tali da permettere periodiche analisi sulla gestione dei CVC.
Il nostro Servizio è costituito da due Centri: il principale ha sede a Palmanova (UD) che ha 22 posti letto monitor; il secondario ha sede a Latisana e ha 6 posti letto monitor.

Metodologia

Nella cartella infermieristica è stata adottata una scheda per la registrazione dei dati di monitoraggio dell’accesso vascolare comprendente: valutazione visiva periodica, segni e sintomi del paziente, eventuali esami microbiologici, funzionalità del CVC, eventuali trattamenti trombolitici, tipologia di medicazione e disinfezione, eventuali indicazioni per intolleranze ai materiali utilizzati per la medicazione e disinfettanti, lunghezza, volume e tipo di priming del CVC (Figura 1, scheda raccolta dati).

I CVC vengono valutati a ogni seduta emodialitica; segni e sintomi vengono riportati su un’apposita scheda di monitoraggio mensile, dove a ogni trattamento viene registrata l’attività di monitoraggio; mensilmente i dati vengono trasferiti su un database in formato foglio elettronico di tutti i CVC: tipo di catetere, data d’inserimento e di eventuale rimozione, eventuali infezioni, agenti patogeni, tipo di medicazione, trattamenti intrapresi.

I dati così raccolti vengono periodicamente analizzati e sottoposti a revisione critica da parte dei referenti degli accessi vascolari (4 infermieri e 2 medici).

La comparsa di complicanze infettive viene segnalata ai referenti degli accessi vascolari per valutazione e scelta degli interventi da applicare; se il caso è complesso, ci si avvale di una consulenza infermieristica per la gestione delle lesioni difficili; ci si confronta con il paziente per capire se segue le regole per la corretta gestione del CVC ed eventualmente si riprende il percorso di educazione sanitaria circa i comportamenti da assumere per la prevenzione domiciliare delle infezioni del CVC. I dati infettivi vengono calcolati come numero di infezioni per CVC per 1.000 giornate di presenza del CVC stesso; il target è stare al disotto di 1 infezione per 1000 giorni di presenza del CVC nel nostro Servizio.

Se insorgono complicanze soggettive di origine allergica si ricercano materiali ipoallergenici che più si adattano alla cute del paziente e si valuta il corretto atteggiamento del paziente nei confronti della medicazione (per es., se alla comparsa del prurito si friziona, il paziente viene educato a segnalare il problema e a non sfregarsi insistentemente).

Per quanto riguarda la rilevazione delle complicanze trombotiche, se durante la seduta emodialitica è necessario disostruire il CVC, la manovra viene segnalata nell’apposita scheda di monitoraggio e mensilmente vengono registrati i quantitativi di sostanza fibrinolitica (urochinasi) somministrata in ciascun caso; il consumo medio annuale di urochinasi viene calcolato come quantità di fibrinolitico per giornate di presenza di tutti i CVC nel nostro Servizio.

Risultati

I dati sono stati raccolti in modo sistematico per undici anni (dal 2008 al 2018) e sono stati confrontati tra loro.

Numero di CVC: progressivo aumento fino al 2014 e poi stabilizzazione (Grafico 1).

Infezioni: incremento nel 2009 (legato a problematiche polipatologiche di un singolo assistito), marcata diminuzione nel 2010 e poi oscillazioni, ma sempre sotto il valore soglia delle Linee Guida (Grafico 2).

Urochinasi: cospicua riduzione dal 2008 al 2009 e poi stabilizzazione (Grafico 3).

Conclusioni

I sistemi di monitoraggio adottati si sono rivelati appropriati per la corretta gestione dei CVC, permettendo la precoce individuazione dei problemi e la loro risoluzione attraverso interventi terapeutici appropriati.

L’applicazione del monitoraggio ha favorito la personalizzazione dell’assistenza, migliorando la qualità di vita e lo svolgimento delle sedute emodialitiche dei pazienti con CVC.

L’analisi periodica dei dati si è rivelata utile per la pianificazione delle strategie operative, comportando anche una riduzione dei costi.

Figura 1, scheda raccolta dati

Grafico 1: presenza di CVC dal 01-01-2008 al 31-12-2018 nel Centro Dialisi di Palmanova-Latisana

Grafico 2: incidenza di infezioni dal 01-01-2008 al 31-12-2018 nel Centro Dialisi di Palmanova-Latisana

Grafico 3: consumo di urochinasi dal 01-01-2008 al 31-12-2018 nel Centro Dialisi di Palmanova-Latisana

 

Bibliografia.

  • Epic3: Journal of Hospital Infection 86S1 (2014) S1–S70
  • CDC LG Prevenzione delle Infezioni da Cateteri Intravascolari 2011

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