Dialisi domiciliare
Lategola Francesco - Matera

I recenti orientamenti incentivano modelli organizzativi volti alla territorializzazione dell’assistenza e dei trattamenti sanitari. L’ospedale entra in gioco fondamentalmente per i trattamenti acuti, mentre i livelli essenziali di assistenza si spostano verso il territorio. Il piano nazionale per la cronicità emanato dal ministero della salute nel 2016, dedica attenzione alle malattie e alle insufficienze renali. Obiettivo principale è favorire la domiciliarità del paziente, nello specifico attraverso la personalizzazione della terapia dialitica. Il CCM (Chronic Care Model) viene indicato a livello internazionale come la possibile guida per il miglioramento della gestione delle malattie croniche. Aspetto caratterizzante: applicazione dei principi della medicina d’iniziativa. Enfasi posta sul paziente, protagonista informato e qualificato a gestire la propria malattia. A supporto del paziente è previsto un team multidisciplinare, preparato e proattivo. La dialisi domiciliare è una opzione terapeutica per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica, che può essere proposta come “First Treatment”. L’infermiere ha un ruolo di primaria importanza in quanto ha la responsabilità di pianificare e attuare il programma educativo della persona fino al raggiungimento della completa autonomia del paziente nella gestione del trattamento dialitico. Per l’infermiere quella educativa è un’area di responsabilità assegnata dal profilo professionale e ribadita dalla Legge 42/99 (abrogazione del mansionario). L’educazione terapeutica attuata dall’infermiere è finalizzata all’empowerment  del paziente e permette di conoscere, comprendere, acquisire e mantenere le capacità e le abilità che gli consentono di convivere con la malattia e gestire la propria terapia autonomamente e in sicurezza. Per far in modo che si raggiungano gli obiettivi dell’educazione terapeutica, l’approccio educativo deve essere centrato e modulato sulle caratteristiche dello specifico assistito (e/o del caregiver) e deve essere di tipo sistemico, ovvero deve trattarsi di un’educazione erogata attraverso il rispetto di fasi logico-consequenziali che si susseguono in modo ordinato. Quando la situazione clinica impone l’inizio del trattamento dialitico domiciliare, il programma educativo viene discusso in sede ambulatoriale e condiviso tra il team curante, il paziente e/o il caregiver. Rilevante è l’ampio coinvolgimento del “care giver”, cioè dei familiari dei pazienti a cui gli infermieri garantiscono, congiuntamente alla persona assistita, percorsi di informazione, orientamento, sostegno, addestramento. Una valutazione precoce e accurata del paziente e del caregiver aiuta ad  individuare criticità e meglio definire i pazienti e i caregiver elegibili ad un programma di dialisi domiciliare. L’educazione al trattamento dialitico domiciliare è l’insieme delle attività infermieristiche che consente alla persona assistita e al caregiver di eseguire e gestire autonomamente e in sicurezza il trattamento dialitico domiciliare. Viene effettuato in regime ambulatoriale durante il cosiddetto periodo di break-in. Si articola in una parte formativa teorica e in una parte addestrativa pratica. Non è standardizzata , ma si adatta alle caratteristiche psicologiche , culturali ed attitudinali della persona e della sua famiglia. Il protagonista è il paziente che diventerà esperto della propria cura. È strutturata in moduli. Per ogni modulo si stabilisce il tempo di presentazione, discussione e verifica dell’argomento trattato che rispetti i tempi di attenzione dell’assistito, l’età, la comprensione linguistica e il livello culturale. Il team identifica l’infermiere responsabile dell’educazione terapeutica, che verrà supportato da un secondo collega.  I moduli comprendono gli obiettivi formativi il cui raggiungimento è fondamentale per garantire una buona autogestione. Il periodo di formazione è caratterizzato da momenti di forti motivazioni, alternati a momenti di sconforto, durante il quale il paziente impatta con differenti gradi di difficoltà alla gestione della malattia . Quando il paziente è giudicato idoneo al trattamento, è possibile iniziare la prima dialisi domiciliare. Il trattamento dialitico domiciliare richiede un monitoraggio strutturato e continuativo per valutare e recuperare i contenuti e le abilità che si perdono nel tempo. Un percorso di educazione terapeutica non può mai dirsi concluso!

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